Progetti in corso

Progetto "L'estate del S. Martino" e Mostra "S. Martino. Il colle e la città: legami da ritrovare. Una breve storia carica di futuro"

Il progetto nasce da tre associazioni: Iubilantes, Luoghi non Comuni, Società Ortofloricola Comense, che, seppur in modo diverso e per fini diversi, hanno grande interesse per i luoghi: luoghi da percorrere e scoprire, luoghi del verde, luoghi della memoria…

Lo abbiamo chiamato “L’estate del S. Martino”; lo abbiamo proposto nel 2006 al Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como, che lo ha adottato ed inserito nel “Programma Innovativo “UNA RETE PER LA SALUTE MENTALE: NUMERO VERDE E AGENZIA DELLE OPPORTUNITÀ SOCIALI”

Può sembrare strana la storia di questa “adozione”, ma strana non è affatto. Lo scopo del Programma Innovativo – ci avevano spiegato gli amici del DSM – è la creazione di i nterventi che abbiano come fine lo sviluppo dell’assistenza psichiatrica, progettati e gestiti però - e questa la novità - non solo dagli Enti del settore, ma da una “rete” comprendente anche soggetti “terzi”, privati. Interventi pensati per durare nel tempo, per “mettere radici”, anche con l’appoggio concreto degli Enti locali.  Il concetto fondamentale – ci è sembrato -  è che il “benessere” mentale non è solo il prodotto di una “guarigione” in seguito ad una “cura”, ma è il frutto di una sana gestione della nostra vita, del nostro tempo, dei nostri sentimenti, e, perché no, dei nostri luoghi. E di luoghi, un po’, noi tre ce ne intendiamo….

Il passo è stato breve, il fascino immediato: dai  luoghi del benessere ai luoghi della cura… i luoghi della cura come emblema di un possibile autentico “benEssere”…

E così abbiamo scelto come tema del nostro progetto un luogo davvero “non comune”, il parco del S. Martino, il vecchio manicomio, e ci siamo dati per scopo la sua riscoperta e valorizzazione. Conoscere per amare e tutelare, si dice…noi abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di farlo: ci sono voluti due anni di lavoro. Un lavoro di cui dobbiamo ringraziare il DSM e la rete che gli fa capo, ma di cui dobbiamo ringraziare anche la ASL provinciale di Como, per l’occasione speciale di presentazione.  

Che cosa abbiamo fatto noi Iubilantes? L’idea iniziale era semplicemente quella di ritrovare gli antichi percorsi interni al parco e di restituirne la memoria alla città. A conti fatti, è stato fatto molto di più.

-         la storia e le ragioni della collocazione del manicomio, fino alla scelta definitiva del “colle Selvetto”;

-         il rapporto “geografico” e “funzionale” fra il manicomio e la città

-         lo sviluppo del manicomio sulla città

-         l’intrusione della città nell’area del manicomio e la crisi di un rapporto

-         la creazione dell’area verde (o “parco”) del manicomio

-         la concezione e funzione del parco del manicomio

-         gli usi dei terreni e degli antichi percorsi

-         la ricognizione attuale dei percorsi e il rilevamento dei punti di criticità.

Si sono consultati archivi documentari e fotografici. Sono emerse storie interessanti e figure della nostra storia cittadina che meriterebbero maggior memoria e considerazione: quella di Gabriele Castellini, ad esempio, che era pronto a donare i propri terreni perché vi venisse costruito il nuovo manicomio, ma che chiedeva in cambio un finanziamento per la creazione di una scuola di arti e mestieri per operai... Un gesto nobile…Per contrasti interni, i pubblici amministratori non accettarono l’offerta e preferirono acquistare nuovi terreni, quelli del futuro manicomio, con enorme dispendio di risorse…

Emerge dalla ricerca che l’area “verde” del S. Martino fu concepita e strutturata come organica e funzionale al manicomio e alla città, ma, al tempo stesso, decorativa e ricreativa; che nacque come un vero e proprio “parco”, pensato come tale e offerto con questo scopo alla vista della città; che nel corso del tempo, già da prima della dismissione, sono iniziate pesanti intrusioni, che hanno incrinato l’equilibrio tra il “colle” e la città; che l’intrusione dopo la dismissione è diventata massiccia e corrosiva, interrompendo percorsi e sventrando/degradando terreni; che ulteriori intrusioni porteranno inevitabilmente alla perdita dell’idea stessa di “parco” e del beneficio che esso può continuare a dare alla città.  Un parco è una “notevole estensione di terreno comprendente specie arboree di diversa natura e/o prati allo stato naturale e/o disposti a curati ad arte”. L’area S. Martino era curata ad arte, nella convinzione, evidente, che l’armonia del verde potesse contribuire all’armonia della mente.   

La conclusione è che mantenere il verde e ripristinare i percorsi possono essere strumenti reali di benessere per tutti. Il parco, nato per la città, deve restarne patrimonio, per il suo stesso bene.

Infine, una proposta: il Programma Innovativo prevede progetti duraturi creati in “rete” con finalità di benessere sociale: e allora, perché non pensare di affidare la manutenzione dell’area, del suo verde e dei suoi sentieri a persone svantaggiate o emarginate, inserite in appositi progetti di riabilitazione/integrazione, sotto la guida di autentici esperti di sentieri e di verde?  Il parco riavrebbe il suo fine di solidarietà e la città forse sarebbe forse un po’ più memore …Noi tre siamo disponibili… 

 Per ora, abbiamo affidato la ricerca ad una mostra, dal titolo S. Martino. Il colle e la città: legami da ritrovare. Una breve storia carica di futuro.

La ricerca e la mostra sono stati presentati l'11 novembre 2008, presso la Cooperativa sociale ARCA di Como (ex S.Martino) nell'ambito della prima festa della ASL della Provincia di Como.

Tra breve, metteremo in rete la mostra....Per ora, scarica qui il manifesto

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